PREXURA

Integratore alimentare a base di Metabolaid®, Coenzima Q10 e Vitamina D3. Il Metabolaid® è un componente innovativo brevettato** a base di una miscela di estratti secchi titolati e standardizzati di Verbena ed Ibisco.

L’Ibisco può essere utile nel favorire la regolarità della pressione arteriosa*

*Claims autorizzati dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza alimentare) e approvati dal Ministero della Salute in applicazione del regolamento 1924/2006 della Commissione Europea e successivo Regolamento 432/2012.

**patent n°ES2661579A1

INFORMAZIONI NUTRIZIONALI  per 1 cpr
Metabolaid® (Verbena odorosa 65%, Ibisco 35%) 500 mg
Coenzima Q10 50 mg
Vitamina D3/Colecalciferolo 25 mcg (1000 UI) 500% NRV*

*NRV: Valori nutritivi di riferimento giornalieri per vitamine e sali minerali (adulti) ai sensi del Reg. (UE) n. 1169/2011.

Modalità d’uso:
Si consiglia l’assunzione di una compressa al giorno, la mattina, circa 20 minuti prima della colazione.

Avvertenze:
Gli integratori alimentari non vanno intesi come sostituti di una dieta variata, equilibrata e di un sano stile di vita. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Non superare la dose consigliata. Conservare in luogo fresco ed asciutto al riparo dalla luce, dall’umidità e da fonti dirette di calore.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        

Maggiori Informazioni

Il Rischio Cardiovascolare

I fattori di rischio cardiovascolare sono specifiche condizioni che risultano statisticamente correlate a patologie cardiovascolari e che pertanto si ritiene possano concorrere alla loro patogenesi.

I fattori di rischio non sono pertanto da considerare agenti causali, ma indicatori di probabilità di comparsa di una coronaropatia; la loro assenza non esclude la comparsa della malattia, ma la presenza di uno di essi, e ancor di più la compresenza di più fattori di rischio legati fra loro, ne aumenta notevolmente il rischio di insorgenza e di sviluppo. I fattori di rischio interagiscono fra loro, intervenendo sulla patogenesi delle coronaropatie in maniera fattoriale e non semplicemente additiva, il che vuol dire che il rischio di morte per patologia cardiovascolare aumenta notevolmente in presenza di due, tre o più fattori di rischio anche quando questi sono presenti in misura clinicamente poco significativa.

Per questo motivo, negli ultimi anni, è stato introdotto il concetto di rischio cardiovascolare globale che non tiene in considerazione soltanto la gravità del singolo fattore, bensì valuta insieme il prodotto dei tanti fattori di rischio di livello differente. In considerazione di ciò  sono stati inoltre sviluppati degli strumenti di analisi del rischio cardiovascolare, che attraverso un punteggio (score) indicano la probabilità di andare incontro, entro un dato numero di anni, ad un evento cardiovascolare in base alla concomitanza di più fattori e alla loro severità.

Classificazione dei fattori di rischio

I fattori di rischio cardiovascolare si dividono tradizionalmente in fattori di rischio non modificabili e fattori di rischio modificabili.

I fattori non modificabili sono:

età: il rischio di malattie cardiovascolari aumenta con l’età e, nei pazienti anziani, l’età diviene il fattore di rischio dominante.

sesso: gli studi finora condotti hanno fatto emergere un rischio maggiore negli uomini rispetto alle donne in pre-menopausa. Dopo la menopausa tuttavia, il rischio cardiovascolare nelle donne tende ad aumentare rapidamente. L’effetto protettivo è esercitato, almeno in parte, dagli estrogeni che favoriscono livelli più elevati di colesterolo HDL rispetto agli uomini.

familiarità: il rischio di malattia coronarica è tanto maggiore quanto più diretto il grado di parentela con un individuo già colpito, quanto più elevato è il numero di parenti affetti, e quanto più precocemente si è manifestata la malattia in questi soggetti. In alcuni casi, la familiarità è dovuta alla trasmissione ereditaria di altri fattori di rischio quali sovrappeso/obesità, ipertensione, ipercolesterolemia o diabete.

I fattori modificabili sono quelli suscettibili di correzione mediante modifiche dell’alimentazione, del comportamento, dello stile di vita, o mediante interventi farmacologici e nutraceutici:

Sovrappeso/Obesità (elevato indice di massa corporea IMC o BMI (>25.0 Kg/m2), elevata % massa grassa totale, elevata % grasso addominale, elevata circonferenza addominale)

Ipertensione (Pressione sistolica 130-139 mmHg, pressione diastolica 85-89 mmHg)

Dislipidemia (Colesterolo totale 200-239 mg/dL, colesterolo LDL 130-159 mg/dL, Trigliceridi 200-400 mg/dL)

Diabete (glicemia tra 110 e 125 mg/dL)

Fumo

Sedentarietà

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Metabolaid

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Coenzima Q10

Bibliografia:

1) Mortensen SA et al. The effect of coenzyme Q10 on morbidity and mortality in chronic heart failure: results from Q-SYMBIO: a randomized double-blind trial. JACC Heart Fail. 2014 Dec;2(6):641-9. doi: 10.1016/j.jchf.2014.06.008. Epub 2014 Oct 1. 2) JM Young et al., A randomized, double-blind, placebo-controlled crossover study of coenzyme Q10 therapy in hypertensive patients with the metabolic syndrome, Am J Hypertension 2012;25:261-270. 3) BJ Lee et al., The relationship between coenzyme Q10, oxidative stress, and antioxidant enzyme activities and coronary heart disease, Nutrition 2012;28:250-255. 4) FL Rosenfeldt et al., Coenzyme Q10 in the treatment of hypertension: a meta-analysis of the clinical trials, J Hum Hypertensio 2007;21:297-306 5) Langsjoen PH, Langsjoen AM. Overview of the use of CoQ10 in cardiovascular disease. Biofactors 1999; 9(2–4): 273–284. 6) Yamagami T, Shibata N. Bioenergetics in clinical medicine: studies on coenzyme Q10 and essential hypertension. Res Comm Chem Path Pharmacol 1975; 11(2): 273–288. 7) Langsjoen PH, Folkers K. Long-term efficacy and safety of coenzyme Q10 therapy for idiopathic dilated cardiomyopathy. Am J Cardiol 1990; 65(7): 521–523. 8) Watts GF, Castelluccio C, Rice-Evans C, Taub NA, Baum H, Quinn PJ. Plasma coenzyme Q (ubiquinone) concentrations in patients treated with simvastatin. J Clin Pathol 1993; 46(11): 1055–1057.

Vitamina D3

Bibliografia:

1) Anderson JL et al., Am J Cardiol. 2010 Oct 1;106(7):963-8 2) Wang TJ et al. Circulation 2008 117:503-11). 3) S Pilz et al, Vitamin D status and arterial hypertension,: a systematic review, Nature Rev/Cardiology 2009;6:611-630. 4) SE Judd et al., 1,25-Dihydroxyvitamin D3 (the major circulating form of vitamin D) reduces systolic blood pressure in hypertensive adults, J Ster Biochem Mol Biol 2010;121:445-447. 5) A Burgaz et al., Blood 25-hydroxyvitamin D concentration and hypertension: a meta analysis, J Hypertension 2011;29:636-645. 6) Kim DH, Sabour S, Sagar UN, Adams S, Whellan DJ. Prevalence of hypovitaminosis D in cardiovascular diseases (from the National Health and Nutrition Examination Survey 2001 to 2004). Am J Cardiol. 2008; 102: 1540-1544.

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