“È ormai chiaro che l’infiammazione non risparmia il cervello”.

Con questa affermazione, il professor Colizzi dell’Università di Udine, introduce i risultati del suo studio (pubblicato su Brain, Beahavior and Immunity).

Cosa significa in pratica?

Che un’infiammazione silenziosa, che si estende anche al cervello, può nascondersi dietro i disturbi dell’umore, la stanchezza mentale o le difficoltà di concentrazione.

Questo tipo di infiammazione non si vede con la febbre, non dà gonfiore visibile. Ma mina lentamente l’equilibrio mentale, peggiorando memoria, concentrazione, motivazione e stabilità emotiva.

Detto con le parole del prof. Colizzi: 

“L’infiammazione, quando supera la barriera emato-encefalica, si trasforma in neuroinfiammazione e può contribuire all’insorgenza di malattie neuro-psichiatriche.”

Lo studio del professore di Udine, analizzando 47 trial clinici presenti in letteratura scientifica, ha individuato però una molecola, naturalmente prodotta dal nostro corpo, capace di agire alla radice del problema: la palmitoiletanolamide, o PEA.

 

La molecola che ha affascinato la scienza.

La PEA non è una scoperta dell’ultima ora. 

È così interessante da aver attirato l’attenzione della Premio Nobel Rita Levi Montalcini, che ne ha studiato a fondo il meccanismo d’azione.

Il motivo? 

È una sostanza che come dicevamo è già presente nel nostro organismo, e che produciamo in occasione di eventi stressanti o traumatici.

Questa produzione però è spesso insufficiente quando l’infiammazione diventa cronica e lo stress prolungato.

Ecco perché integrare PEA dall’esterno può essere una strategia vincente.

“La PEA è una molecola che potenzialmente può agire in maniera più ampia, regolando meccanismi comuni a più malattie, come l’infiammazione e lo stress ossidativo” – sottolinea il prof. Colizzi.

Infatti il professore di Udine parla dell’utilità della PEA contro le psicosi, ma anche l’affaticamento mentale, l’umore depresso, l’apatia e isolamento sociale. Persino quando questi disagi sono dovuti a strascichi del COVID.

Questa molecola dimostra i suoi benefici anche nella ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), così come nelle neuropatie periferiche.

Il problema della PEA

A questo punto potresti pensare: “Perfetto, allora mi prendo della PEA!”

Ma c’è un problema, un problema grosso.

La PEA non è solubile in acqua ed è assorbita con estrema difficoltà dal nostro organismo: prenderla “così com’è” significa, nella maggior parte dei casi, buttar via i soldi.

Non serve a niente acquistare prodotti che la espongono in etichetta come fosse l’ingrediente magico, se non hanno fatto nulla per renderla realmente biodisponibile.

Diventa solo uno specchietto per le allodole.

La soluzione intelligente: PEA con tecnologia brevettata Repea®

Quale può essere una soluzione? 

L’utilizzo di una bio-tecnologia avanzata.

La semplice PEA viene potenziata e trasformata in una forma altamente biodisponibile..

Viene infatti legata a un vettore biologico speciale: la fosfatidilcolina, una sostanza naturalmente presente nelle nostre membrane neuronali, coinvolta nella rigenerazione delle cellule nervose.

Quindi questo complesso biologico brevettato  utilizza come trasportatore della PEA un ingrediente bio-attivo in grado di aiutare l’organismo a riparare le cellule nervose.

E nel contempo, questa speciale formulazione, aumenta l’assorbimento intestinale della PEA, migliora la sua stabilità nel tratto gastrointestinale, e grazie ad un rilascio controllato la rende attiva all’interno del nostro organismo.

Con una PEA brevettata di questo tipo, allora, ha senso formulare un nutraceutico per sostenere la mente nelle situazioni di stress, affaticamento, difficoltà di memoria e attenzione, rallentamento cognitivo.

Nello specifico, questo prodotto unisce:

  • PEA con tecnologia Repea®, contro l’infiammazione a livello cerebrale
  • Citicolina (di qualità farmaceutica): per potenziare l’azione dei neurotrasmettitori colinergici, sostenendo attenzione, concentrazione e velocità mentale. È una molecola sostenuta da molti studi scientifici.
  • Una forma in idrogel che contiene i principi attivi, facilissima da deglutire, anche per chi fatica a farlo per problemi neurologici (i disfagici)

👉 Disponibile in stick già pronti con il dosaggio massimo consigliato => stick

👉 Oppure in flacone con dosatore, per personalizzare l’assunzione. => flacone

La PEA non lavora solo nel cervello.

Agisce anche sulle terminazioni nervose periferiche: ecco perché può aiutare in casi di:

  • Dolore post-erpetico
  • Neuropatia diabetica
  • Sciatica, lombalgia cronica e altre forme di disturbi nervosi
  • Formicolii e alterata sensibilità alle mani o ai piedi

👉 Ecco perché abbiamo un prodotto, con questa PEA brevettata, utile anche per le funzioni del sistema nervoso periferico => integratore in bustine